sabato 30 luglio 2016

Amore, amore mio...

Questo sogno lo volevo proprio trascrivere perchè mi è piaciuto. Inizia con me e Beppe che scendiamo in metropolitana parlando di Alex e Ambra, ma non è una vera e propria metropolitana, perchè è piena di fast food e negozi e scende quasi a spirale. Prendiamo la metro e scendiamo alla stazione di Caramagna (chissà come mi è venuta in mente ahahah) ma sembra quasi una stazione abbandonata di un ghetto malfamato americano. Cambia la scena. Sono a scuola, è ricreazione e gli spazi molto grandi sono affollati dagli studenti. Vado in una classe di un altro piano, non mi ricordo se ci ero andato da solo o con altri compagni. Ci sono dei banchi raggruppati a 6, mi siedo e parlo con degli amici. Credo di essere il più grande, infatti avverto l'ammirazione di tutti ragazze comprese e mi comporto da maschio alfa. Ad un certo punto una ragazza (che IO scopro in quel momento che mi piace) con fare quasi triste mi si siede in braccio come a voler dire a tutte le altre che sono suo, io rimango colpito/stupito perchè ero convinto di non interessarle affatto. Le chiedo all'orecchio se vuole venire con me in un posto speciale che non ha mai visto, lei annuisce, allora faccio suonare prima la campanella della ricreazione per far tornare tutti in classe professori compresi. Non vedo l'ora di portarla sul tetto perchè sono l'unico in grado di girare per la scuola come vuole. Io vado avanti, incontro delle bidelle che non mi dicono niente; aspetto con ansia che arrivi anche lei ma niente. Cambia la scena, sono in un cunicolo che striscio, so che è stata messa in punizione perchè beccata mentre andava sul tetto, mi sento terribilmente in colpa. La vedo da dietro un buco, è in una chiesa, incatenata a braccia aperte sul pulpito. Ci sono delle persone che pregano e fanno una specie di rito di purificazione (tipo quelli di salem contro le streghe) perchè aveva frequentato me. E' chiaro che è debole e morente. Mi sento pervadere da una cieca rabbia perchè stavano torturando il mio amore, quella ragazza così innocente che amavo. Mi trasformo in un angelo caduto, sfondo quel cunicolo che prima andava stretto e piombo davanti alla navata. Afferro per la testa la donna più vicino a lei e le sfracello la testa al suolo, poi faccio volare via altri due uomini che mi si avventano addosso mentre tutti gli altri scappano urlando. Col cuore addolorato vado dalla mia amata, la abbraccio con tutto l'amore che provavo per lei e le infondo il mio potere e si trasforma anche lei in un angelo caduto. (Mentre tutto era vissuto in prima persona, la seguente scena è vissuta in terza persona, forse perchè mi sembrava troppo sbagliato rovinare una bellezza del genere) Il padre di lei fa un piccolo taglio sul labbro della madre, mentre io ne faccio uno più grosso sul suo, questo perchè il sangue era potere e loro dovevano berlo. La madre vola via mentre la mia amata le si fionda dietro per vendicarsi della sofferenza subita. Il padre vola via e io lo inseguo per ucciderlo. Voliamo sempre più in profondità nella terra, mentre lo inseguo trovo dei cristalli che so mi serviranno per diventare più forte. Arriviamo in una caverna, c'è anche lei che ha appena ucciso la madre. Il padre inizia a parlarle cercando di farle il lavaggio del cervello parlandole di Verona. Lei da angelo caduto è diventata una fata tipo Trilli e volteggia suonando un violino ascoltando le parole del padre. Sapendo che lui è malvagio gli rispondo che lei la conosce già Verona e che non ci andrà. A queste parole lei si intristisce e smette di volteggiare, io capisco che lei l'ha presa come un mio divieto anche se io volevo proteggerla, allora mi rattristisco e mi dico che se lei vuole andare può farlo. Poi purtroppo è suonata la sveglia.

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