Non è assolutamente un blog per adulti, però contiene spesso un linguaggio volgare e blasfemo. Io vi ho avvertiti, quindi tanto per citare Dante: "Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. [...] Lasciate ogni speranza, o voi che entrate."
mercoledì 9 ottobre 2013
Alla ricerca di Barbara
Mi sentivo come un'esploratore partito da una terra lontana alla ricerca di nuovi mondi, nuove emozioni e della pace interna. Avevo programmato il viaggio un anno prima, con i miei amici. Poi per un contrattempo o per un'altro ho dovuto sempre rimandare. Ogni volta che si avvicinava il giorno della partenza mi saliva una certa emozione e puntualmente vedevo la data allontanarsi prima di una settimana, poi di un mese, poi di un anno, e la mia delusione aumentava con il protrarsi della partenza. Ho fatto attenzione a non scrivere niente del mio intento qui sul blog perchè forse tu magari ancora lo leggevi. Poi però alla fine il giorno giunse, e partimmo. Non ci potevo ancora credere, sentivo come se non fosse vero. Arrivati a bologna entrai dentro la mia bolla onirica. Parcheggiamo davanti alla trattoria ed entrammo. Io ti vidi lì in cucina indaffarata. Mi salì un'emozione come mai prima d'allora, andai in defibrillazione, divenni isterico, ero troppo emozionato e felice di poterti finalmente vedere dal vivo, parlarti, e, nelle più alte fantasie, abbracciarti assaporando il tuo profumo. Tutto emozionato dopo cena ti feci chiamare, ti avvicinasti al tavolo incerta su chi fosse l'amico venuto a trovarti. Io voltai lo sguardo perchè magari mi avresti riconosciuto mentre eri ancora distante. Lasciai che ti avvicinasti come una rana pescatrice fa con la preda, poi vedendoti abbastanza vicina mi volsi e ti salutai. Tu in un lampo, forse grazie alla voce, mi riconoscesti... Lo sguardo da disorientata cambiò in delusione, le spalle ti si abbassarono... In un secondo cambiasti la gamba d'appoggio due volte... Ti masticasti le labbra, e poi scuotendo la testa, voltandoti e allontanandoti dicesti: "No... no, no, no," Io allora mi alzai e mi avvicinai a te col braccio teso come per trattenerti anche se non lo feci e ti dissi che volevo solo parlarti. Ti voltasti un po' e senza guardarmi negli occhi mi dicesti: "Non mi piacciono queste sorprese. No" e sei poi tornata a passo di marcia in cucina. La mia bolla onirica esplose. Mi sono sentito al capolinea. Una cupa depressione mi invase. Mi sedetti. Dissi ai miei amici di andarcene. Loro c'erano rimasti male quanto me, aspettavano anche loro che il mi sogno si realizzasse. Poi per orgoglio di fronte ai miei amici e per speranza che tu tornassi indietro mi risiedetti e prendemmo un caffè. Ma tu non tornasti. Pagammo ed uscimmo in parcheggio. Ti vidi arrivare, pensai che forse avevi cambiato idea, ma eri con un collega e stavi per andartene. Non osai avvicinarmi per paura di spaventarti e di un ennesimo rifiuto. Mentre eri lì che parlavi col collega io ero al telefono, cercando di farmi vedere ma senza dar l'impressione di volerlo fare apposta, sperando che magari mi chiamassi per parlare. Tu salisti in macchina, a quel punto lo feci anch'io. Facesti manovra, ma fu strana, ebbi l'impressione che con la retromarcia tu volessi venirmi addosso e che all'ultimo avessi cambiato idea. Ti vidi andare via per sempre.
Iscriviti a:
Post (Atom)