Non è assolutamente un blog per adulti, però contiene spesso un linguaggio volgare e blasfemo. Io vi ho avvertiti, quindi tanto per citare Dante: "Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. [...] Lasciate ogni speranza, o voi che entrate."
mercoledì 26 settembre 2007
I miei classici sogni bizzarri
Mi sono appena svegliato da uno dei miei non rari sonnellini pomeridiani... Oggi mi sono visto la puntata dei simpson quando Bart e Lisa vanno dall'inventore sciroccato e vedono il proprio futuro. Bart avrà una ragazza bellissima, stupenda, un po' "cattiva ragazza" ma emozionante... Mentre dormivo, ho sognato la mia casa in Puglia e un mio amico Romano che va in ferie li, non so che cazzo centri tutto questo ma ho un vago ricordo (quello che capita quando uno si sveglia) della play station o non so cosa. Poi mi ricoedo che mia madre e il mio patrigno stavano litigando sulla cena, perchè io il mio amico e altri figli dei nostri amici dovevano mangiare da me, e i genitori (compresi i miei) avrebbero poi mangiato quando saremmo andati a Gallipoli. Beh non so come mi ritrovo in una scuola (tipo collegio, ma molto bella, e che assomiglia un po' alla casa dei miei zii che abitano a brescia...). La mia classe e una ragazza di un'altra (per il momemto non lo so) siamo in punizine, tipo in una cella della scuola (con un grosso tavolo in mezzo e il colore che mi ispirava quella stanza era l'azzurro chiaro) e per una battuta di un mio compagno io inizio a cantare (a pezzi prima, per stare alla battuta) la canzone di Lupin e poi mi sono venuti tutti dietro. Cantavamo tutti a squarciagola e vicino a me c'era sta ragazza di un'altra classe (un po' simile (ma poco) a quella dei simpson) e mi presi una cotta (cmq stavamo già parlando da un po' ed eravamo tipo abbracciati); poi arriva una specie di sentinella tutta incazzata per il rumore che stavamo facendo; e non so come ci ritroviamo tutti in un'altra stanza (disposta stavolta in orizzontale rispetto a me (l'altra in verticale), anche qui c'è un tavolo in mezzo, e il colore che mi ispirava era il marrone lucente). La stanza era buia (come se fosse sera e le luci spente) e la luce veniva dai corridoi, stavolta non sembrava la cella di un buncher, infatti a dividere questa cella dal corridoi di fronte era un muro era un divisorio di legno fatto come quei portavasi per piante arrampicanti, quindi all'altezza della testa si riusciva a vedere al di là. Sempre in quella stanza c'erano delle scale che portavano al piano di sotto, simile alla casa di mio zio, dove si potevano prendere le merendine perchè c'era il distributore ( poteva andare tutta la scuola, il che non ha molto senso visto che la nostra stanza era un specie di prigione). Cmq io ero seduto al tavolo e non mi ricordo cosa stessi facendo, e la mia maica a fianco. Un mio compagno tira fuori non so da dove una bottiglia di liquore, nessuno ha il coraggio di bere e allora io per fare il figo davanti alla mia amica ci faccio una sorsata. La professoressa (che era quella che avevo di latino io l'anno scorso) dall'altra parte del divisorio mi vede (c'erano delle macchinette del caffè) e noi facciamo sparire la bottiglia nel lasso di tempo in cui lei si avvicina a noi ed entra con aria incazzata. Poi di nuovo non so come ci troviamo tutti in un piano con anche qui un tavolo, delle scale che portavano al piano di sotto e una porta a fianco (con delle scale) che portava ad un piano inferiore. Un mio compagno è seduto su una sedia vicino al tavolo con la ragazza di cui avevo una cotta in braccio e si tenevano per manina (mentre lei con l'altra gli tamburellava con una matita la sua e non prestava attenzione), e mi sfotteva dicendomi che erano insieme (io non ci credevo, ma avevo cmq paura); e noi tutti li attorno. Dei ragazzi per le scale ci avvertono che la prof (quella di prima) stava facendo il giro di tutte le classi (per il fatto che aveva visto "un ragazzo" bere). La ragazza allora fa tipo per andare verso la porta per andarsene, ma io le dico che avrei fatto da sentinella, e mi affaccio dalle scale con aria scazzata (i ragazzi che prima ci avevano avvertiti erano seduti sulle scale e siccome erano più in vista stavano zitti), mi si avvicina la mia "amica" mi chiede se ero incazzato e che in un giorno come quello, san valentino, non bisognava essere incazzati e mi confida che lei ogni tanto marina la scuola e fa altre cazzate. Io le rispondo di no (ma non era vero, ero infatti geloso di loro due) e che l'ho sempre odiato quel giorno. Poi vabbè nella realtà arriva la testa di cazzo deficiente di mia madre e mi sveglia, io la AMMAZZERI!!!!!!!!!!!!!!!!! Adesso sono triste, non so perchè ma centra quella ragazza. Tutti dicono che i sogni sono frutto della propria immaginazione, ma se invece quando uno sogna andasse in mondo parallelo in un modno parallelo e si mettesse in contatto con altr persone che in quel momento stanno dormendo? Oppure magari si va in un mondo parallelo, ma che magari è una specie di memoria che conosce tutte le persone vive e non vive, di questo universo o altri, che so... Sarebbe figo, perchè allora le persone che sognerei esisterebbero veramente...
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